depilazione definitivaDa qualche anno il laser è diventato il metodo di epilazione più efficace, offrendo ottimi risultati. Da quando ho inserito questo macchinario nel mio studio d’estetica ho potuto apprezzare (e molto più di me le clienti) i risultati sorprendenti di questa tecnica. Potreste aver sentito affermazioni discordanti sulla depilazione con il laser a diodo; bisogna sempre riflettere che le macchine sono macchine, ma sono gli operatori che utilizzano l’apparecchiatura a rendere più o meno efficace la tecnica.

L’importanza è nella quantità di spot di luce laser che viene emessa su un determinato settore. Valore di cui normalmente le clienti non ne vengono a conoscenza, ragion per cui bisogna fidarsi del lavoro dell’operatore. Personalmente informo la cliente delle potenzialità del laser e dei suoi limiti, ma quando si decide che è il caso di utilizzare questa tecnica sono così sicura del risultato che non richiedo alcun pagamento anticipato delle sedute perché sarà la cliente stessa a vedere oggettivamente il risultato di seduta in seduta. I trattamenti si effettuano una volta ogni 5/6 settimane per circa 3/4 volte.

Il quantitativo delle sedute potrebbe variare in base all’area trattata e all’età, per esempio nei polpacci è incredibilmente celere (2/3 sedute) e nelle ascelle dobbiamo impegnarci un po’ di più se si tratta di soggetti in giovane età appena adolescenti o poco più (5/6 sedute). Comunque, tutte, fin dalla prima seduta possono notare l’effettiva riduzione.

Comunemente definita depilazione elettrica con ago,l’elettrodepilazione è una tecnica sicura ed efficace da decenni, sempre che l’operatore agisca con una precisione da orafo! Questa tecnica, che agisce su un pelo per volta, può essere utilizzata là dove il laser incontra i suoi limiti. I peli su cui il laser non ha effetti sono quelli bianchi o chiarissimi, oppure troppo radi per giustificare l’utilizzo a tappeto del laser. La tecnica di elettrodepilazione consiste nell’ inserirsi con estrema precisione all’interno del bulbo pilifero con un filamento della stessa dimensione del pelo; praticamente si scivola attraverso il canale pilifero. Quando il filamento è inserito si emette la frequenza che cauterizza le cellule matrici del bulbo. In effetti la stessa cosa accade con la luce laser, solo che in questo caso è l’operatrice che immette la frequenza all’interno mentre con il laser è il pelo che attira il raggio nel bulbo stesso, grazie ai cromofori piliferi (cellule che danno colore al pelo) i quali sono sensibili alla luce infrarossa del laser.